Magnitudo 7.3

Giusto il tempo di rientrare in Giappone (questa mattina)…
Grosso modo nella stessa zona del marzo 2011 e anche questa volta, allarme tsunami lanciato.
Qui a Tokyo tutto ok, a parte le linee dei cellulari che funzionano a singhiozzo.
Aggiorno via twitter.


Tifone

Sono uscito dallo studio alle 16.00, sono entrato in casa alle 21.15: direi che per quest’anno ho dato abbastanza alla voce “Natura Ribelle”.

Piuttosto, domani 22 settembre 2011 i Casino Royale suonano a Milano insieme agli Specials: e’ qualcosa di epico per chi ama il genere e che mi fa fare un salto indietro di oltre vent’anni, all’alba della avventura Royale.

Soffro come un cane all’idea di non poter essere li con la macchina a documentare, pero’ idealmente ci saro’: in prima fila, con la Fred Perry e il barracuta, a spintonare gli skins sull’intro di Casino Royale.

Ve lo meritate, dopo tutti questi anni.

 

PS: che a voler vedere, certe cose non le abbiamo fatte mica per caso.


Asakusa Style

Brown City calling.


Aggiornamenti sparsi

Un po’ di aggiornamenti a poco piu’ di due mesi dal terremoto dell’undici marzo.

Il governo ha ammesso che c’e’ stata fusione presso la centrale di Fukushima, circa 16 ore dopo il sisma. Alleluia.

Tra oggi e domani TEPCO annuncerà il calendario dei lavori per mettere definitivamente in sicurezza l’impianto (previsti sei mesi), nel frattempo continua a pompare acqua per raffreddare i reattori. Acqua (radioattiva) che pero’ dovra’ essere rimossa, visto che solo con il ricambio la temperatura può effettivamente scendere.

Sono entrati diversi robottini nella centrale a fare delle riprese video, cosa che ha facilitato le operazioni. Vedendo le immagini sgranate provenienti dall’interno degli edifici, mi domando perché nel 2011 montano ancora delle telecamere con una risoluzione così bassa…

Qualche giorno fa il Naoto Kan, il primo Ministro, ha ordinato lo stop dell’impianto nucleare di Hamaoka (a sud di Tokyo) per far eseguire dei lavori di messa in sicurezza della centrale. In quella zona infatti e’ previsto un forte sisma nei prossimi trent’anni. L’azienda proprietaria dell’impianto ha già detto che riattiverà una serie di vecchie centrali a carbone per riempire il vuoto di corrente.

Un sacco di gente e’ andata volontaria nelle zone colpite, tra cui anche molti italiani. Mi piace molto il fatto  che ognuno interpreta il concetto di aiuto a modo suo: ci sono quelli che portano vestiti, cibi a lunga conservazione, biciclette etc. e ogni settimana percorrono 1200 km in un giorno solo per consegnare tutto.

Poi ci sono quelli che fanno quello che sanno fare, ad esempio cucinare: tanti allestiscono cucine mobili e sfornano pasta e pizze per tutti, con grande gioia delle persone. Un conoscente mi ha detto: “Ho sentito un mio famigliare che abita in una zona devastata: non ha più la casa ma in compenso mangia da dio ed ingrassato…non si lamenta mica”. Poi c’e’ Fabio, un amico parrucchiere che ogni tanto sale a tagliare i capelli nei centri di raccolta: ovviamente, e’ amatissimo dalle donne, alle quali non sembra vero di poter sistemare la testolina.

Qui a Tokyo e dintorni le cose sono ormai tornate alla normalità: scosse sempre meno frequenti e intense, i cibi si trovano tranquillamente e la vita ha ripreso il suo ritmo di sempre. Rimangono come segni tangibili le tante luci spente, le scale mobili che funzionano a singhiozzo e la mancanza di alcune merci, ad esempio i condizionatori, a causa delle fabbriche che producono alcuni componenti, danneggiate o distrutte dal terremoto/tsunami.

Intanto l’estate e il caldo umido si avvicinano e sarà un duro banco di prova per la rete elettrica, quando la richiesta di energia aumenterà. Sono già stati annunciati dei black out a rotazione che pero’ non dovrebbero interessare i 23 municipi di Tokyo, specialmente quelli centrali dove ci sono gli uffici, le istituzioni etc. Questa volta pero’ qualche mugugno dalle prefetture intorno, si alza. Staremo a vedere.


Gettin’ higher

Ieri ho aggiunto una nuova combo alla mia esperienza: terremoto al quarantaseiesimo piano. A parte il fatto che non si riesce a restare dritti quando si e’ in piedi (si oscilla come una canna al vento), in realta’ la vibrazione e’ praticamente assente. Sembra di essere su una nave in mezzo a una mareggiata. Tra l’altro mi sono ben preparato, visto che il telefono cellulare mi ha dato l’allarme una decina di secondi prima: sono scattato in piedi, proprio per testare l’effetto. Ormai e’ cosi’, si cercano le varianti migliori in caso di scossa davvero forte.


Back to the real world

Tutte le attivita’ riprendono a pieno ritmo. Nessuno escluso.


Poster

Bella raccolta di manifesti, trovata da Julio l’art director di Metropolis Magazine, sul tema del risparmio energetico in Giappone. Dal suo blog, trovate il resto, in fondo all’articolo.