Giorgio Bocca

Questo 2011 sembra essere implacabile fino all’ultimo.

Ho avuto la fortuna di incontrarlo una sola volta, nella sua casa sua di Milano. Ci sono andato una mattino d’autunno con Michele Lupi, allora co direttore di Rolling Stone: un ritratto per completare un’ intervista fatta da Piero Negri. Ricordo il silenzio assoluto della sua casa, lo studio con una luce molto bella, la sua stanchezza (dopo cinque minuti di orologio mi ha guardato e mi ha detto un perentorio “Abbiamo finito, giovanotto?”) e la grande emozione.

Grazie dell’occasione Michele e Piero, quei cinque minuti me li tengo come uno dei ricordi piu’ belli di Milano.


Chiavi di ricerca Fall Winter 2011-2012

E’ piu’ forte di me, adoro spulciare tra le parole che hanno portato qui i visitatori non abituali.

Vado al sodo ed ecco una seconda selezione (il primo post e’ qui ):

come i cani e gatti avvisano il terremoto di solito con un sms ma anche uno squillo sul cellulare va bene

lavatrice più grande del mondo e la roba poi chi la stira? (come direbbe mia madre)

profugo in giacca e cravatta sembra un personaggio di un libro di Gianni Miraglia

non ti fila proprio per non dire altro O_o

fotografo giapponese occhio che tecnicamente vincono

barassi tokyo gas potrebbe essere un’idea per una nuova impresa che pero’ temo mi porterebbe direttamente a

fallimento barassi, barassi fallimento, barassi spa bancarotta e www.fallimento barassi

si può uscire per strada a tokyo? volendo anche nudo, l’importante e’ il passo spedito quando si prende il treno

kimono cinese milano un bel corto circuito tipo il parmigiano americano o gli involtini primavera alla milanese

posso cambiare la patente qui ho piu di 5 anni nel senso che a sei anni gia’ guidi?

angurie piramidali questa va oltre la mia immaginazione

come essere avvisati se c’e terremoto sul cellulare beh la vibrazione dovrebbe bastare, no?

come sfruttare la cubatura di una casa su un terreno piatto sei serio?

la dura vita del designer italiano orrenda: tutti si aspettano che disegni gli oggetti come Pininfarina

anbasciate italiane recenzioni serve una nuova Guida Michelin

immagini relative a tristezza la foto ufficiale della Juve?

maxito bevanda eh eh…

il partito di tokio sul terremoto del ministro giapponese preferisco morire il corrispettivo giapponese de “I Responsabili”

cosa dice chi lavora in ambasciata “mi spiace ma non si puo’/non lo so'”

se non ritiro un pacco con le medicine in posta mi succede qualcosa che ti ammali?

ero seduta sulle ginocchia del mio ragazzo incipit potente…

come usare al meglio il ventilatore accenderlo, avvicinarsi il piu’ possibile e fare la voce del robot

allarme scale mobili un titolo di Studio Aperto

i giapponesi che prima di iniziare il lavoro devono ridere altrimenti giu’ botte

hiroshima suona meglio di fukushima che poi hanno in comune lo stesso ideogramma nel nome (shima, isola): non vorrei portare sfiga, ma ci sono un sacco di citta’ con questo ideogramma…

Poi ci sono le chiavi che valgono da sole:

sono fotogenico l’ira fammi l’ira intro di servi della gleba

E quelle di cui vado sempre orgoglioso:

ferdi casino royale
punto tutto su casino royale
alioscia, michele, patrick e freddi
punto tutto su casino royale
casino royale non ci sono gatti

Infine c’e’ anche un lorenzo barassi eta’: ok, sono coetaneo di Lilian Thuram, Zinedine Zidane, Frankie Boyle, Liam Gallagher e Dita Von Teese.


Kim Jong Il

Programmi tv interrotti sulla maggior parte dei canali per l’annuncio della morte di Kim Jong Il.

Il Giappone ha messo in piedi un’unita’ di crisi per monitorare la situazione: c’e’ un po’ di tensione visto che questi cambi sono sempre pieni di incognite, specie se poi c’e’ di mezzo la Corea del Nord. Detto questo, in tv non passano grandi notizie dato che e’ tutto basato sulle informazioni prese dalla tv di stato nordcoreana.

Sono molto curioso di vedere quello che accadra’ adesso.


Va tutto bene

Tempo di riprendere in mano il blog, con un po’ di aggiornamenti.

Terremoti: situazione sempre piu’ normale, che in Giappone significa piccole scosse sporadiche. Ieri c’e’ stato un sisma vicino a Fukushima ma niente di speciale.

Radiazioni: ci sono vari punti sparsi in un’area piuttosto ampia del paese. Con il fatto che i comuni stanno facendo rilevazioni sui territori, stanno saltando fuori un sacco di vecchie bottiglie contenenti vernici fluorescenti o materiali radioattivi un tempo usati per curarsi con gran disinvoltura, seppellite in ogni dove. E alla fine il governo ha posto un divieto di vendita sul riso prodotto nella prefettura di Fukushima.

Il resto: io me la cavo e alla fine ho capito che attraverso fasi alterne, durante le quali questo paese o mi piace molto o mi irrita, il che mi sembra molto positivo. Voglio dire se fossi annoiato e senza stimoli, allora si che mi preoccuperei.

L’Italia e’ stata sulle prime pagine per qualche giorno quando Berlusconi si e’ dimesso. Alla fine ho capito che piu’ e’ grave una crisi politica in Italia, piu’ le telecamere dei giornalisti si muovono in maniera frenetica. I politici o iniziano a camminare piu’ veloce oppure frappongono fra loro e i media, le guardie del corpo o i collaboratori. Visivamente le crisi di governo sono sempre molto interessanti. Per il resto mi sembra che hanno perso un po’ tutti.

Infine, Wangchuck e Pema, i reali del Bhutan che sono venuti in visita in Giappone (e sono pure andati a Fukushima senza fare troppe storie): davvero cool. Lui sembra un attore anni cinquanta, lei potrebbe essere un bond girl degli anni settanata, entrambi super eleganti. Altro che Kate e Harry.


Riferimenti

Questa mattina mentre andava in onda la solita programmazione tv sulla NHK, e’ apparsa in sovra impressione la notizia della morte di Steve Jobs. Questa modalita’ di breakin’ news di solito viene usata in caso di terremoto, tifone, incidente ferroviario e caduta di governo. Insomma quando si parla di disastri o di cose davvero importanti.

Si leggono gia’ in giro delle belle cose su di lui e il lavoro magnifico che ha fatto, quindi credo ci sia poco da aggiungere.

Una cosa pero’ mi ha sempre fatto pensare: per quelli della mia generazione, che piaccia o no, e’ stata ed e’ un’icona. Se penso ai miei genitori (nati nella prima meta’ degli anni quaranta), mi vengono in mente una sfilza di riferimenti pazzeschi: musicisti, artisti, politici, scrittori, attori, registi etc. ma nessun personaggio legato a un marchio o un’azienda.

La mia generazione invece, che paradossalmente e’ la prima ad avere aspettative di qualita’ di vita e ricchezza piu’ basse di quella precedente, ha modificato il concetto di icona, sdoganando marketing, comunicazione, capitalismo e impresa, oltre ad allargare quel concetto di “visionario” (parola che oggi avro’ gia’ letto un centinaio di volte) che piace tanto. Non so se e’ un bene o un male, di certo e’ qualcosa che caratterizza questi tempi, nel bene e nel male.

Comunque, grazie per aver reso il mio lavoro piu’ semplice e piacevole, facendomi anche risparmiare un sacco di tempo. E grazie per aver prodotto degli oggetti che, a distanza di vent’anni, sono ancora maledettamente belli e affascinanti come il primo giorno.


Tifone

Sono uscito dallo studio alle 16.00, sono entrato in casa alle 21.15: direi che per quest’anno ho dato abbastanza alla voce “Natura Ribelle”.

Piuttosto, domani 22 settembre 2011 i Casino Royale suonano a Milano insieme agli Specials: e’ qualcosa di epico per chi ama il genere e che mi fa fare un salto indietro di oltre vent’anni, all’alba della avventura Royale.

Soffro come un cane all’idea di non poter essere li con la macchina a documentare, pero’ idealmente ci saro’: in prima fila, con la Fred Perry e il barracuta, a spintonare gli skins sull’intro di Casino Royale.

Ve lo meritate, dopo tutti questi anni.

 

PS: che a voler vedere, certe cose non le abbiamo fatte mica per caso.


Tre anni, una pietra, una possibilita’

Un proverbio giapponese recita “Ishi no ue ni mo sannen” (traducibile in “tre anni sopra una pietra”) spiega l’importanza di perseverare e fissare degli obiettivi.

Beh guarda caso, dopo tre anni di vita a Tokyo, ho iniziato a lavorare per un’azienda italiana che da qualche anno e’ sbarcata in Giappone: si chiama YOOX e vende abbigliamento on line. Ho a disposizione uno studio dove passo le giornate a fotografare oggetti e abiti (indossati e non), seguendo delle indicazioni molto precise.

E’ la prima volta che lavoro all’interno di un’azienda e anche se non sono assunto, cerco di capire quelle che sono le dinamiche che la regolano, con la tipica faccia di chi scopre l’acqua calda.

Sicuramente la parte forse più interessante e’ il contesto nel quale e’ ospitato lo studio: e’ un enorme centro di smistamento del più importante corriere giapponese, Kuroneko Yamato, in una zona industriale a ridosso del mare, tra Kawasaki e Yokohama. Gli italiani hanno preso in affitto degli spazi all’interno di questa struttura, principalmente magazzini oltre allo studio dove lavoro.

Il contesto dicevo: essendo un’azienda vecchio stampo e con un’immagine molto riconoscibile, i dipendenti indossano tutti una divisa da lavoro, beige e verde con inserti gialli (non proprio il massimo dell’accostamento cromatico). Lungo i corridoi, ci sono dei poster molto divertenti, che spiegano come indossare l’uniforme e le cose da evitare: maniche e/o pantaloni arrotolati, cappellino storto, camicia fuori dai pantaloni etc. Hanno usato due del personale come modelli e la cosa che mi piace di più’ e’ la versione “sbagliata” femminile, con una parrucca rosso fuoco: come dire non esagerate con la tintura dei capelli. Quando i dipendenti ti incrociano per i corridoi, ti salutano in maniera molto vigorosa (solo a parole, son sempre giapponesi) e prima di iniziare a lavorare, fanno delle riunioni dove stabiliscono gli obiettivi giornalieri e i compiti assegnati, oltre a un po’ di ginnastica.

Comunque, il lavoro e’ molto impegnativo, un po’ perché sono all’inizio, un po perché al momento sono l’unico fotografo e mi devo occupare di tutto. Agosto e’ passato senza vacanze e i prossimi mesi saranno di fuoco: ecco il motivo per cui non aggiorno il blog da tempo. Ma sinceramente, sono molto contento, anche perché senza questa possibilità, sarei dovuto rientrare in Italia a fine anno.

E’ il momento di alzarsi dalla pietra e darsi da fare.