LNZ on TV

Ebbene si, nonostante la timidezza che da sempre mi accompagna, ho deciso di partecipare a un programma sulla NHK, grazie a Maria.

Sono anni che si occupa di scrivere e produrre per la tv di stato giapponese, un programma in cui si insegna l’italiano. Essendo tv pubblica (e quindi di servizio), ogni settimana ci sono anche delle lezioni di diverse lingue: italiano, inglese, cinese, coreano etc. Di solito ci sono dei personaggi fissi (uno madre lingua e uno o due giapponesi) che conducono il programma, affrontando di volta in volta, diversi temi.

Quest’anno Maria ha deciso di presentare la vita di cinque italiani che vivono in Giappone, raccontando il lavoro, il tempo libero e la vita quotidiana. Ha iniziato con Andrea, uno chef perugino. E qui faccio subito una premessa: Andrea, nel suo lavoro, ha un approccio decisamente poco italiano, motivo per il quale e’ stato scelto. Gran sperimentatore, e’ stato filmato mentre fa acquisti all’alba al mercato del pesce di Tsukiji, con una disinvoltura da fare invidia. E poi ci sono delle performance, durante le quale presenta piatti ispirati all’architettura…

Segue Fabio, (hair stylist? barbiere? parrucchiere? non so mai come chiamarlo…), capigliatura da Joe Strummer e lunga esperienza di lavoro a Londra. Gestisce un posto chiamato Sin Den (un cubo nero con degli stencil sottilissimi bianchi a decorare) e ha un profilo fi facebook che sembra la parete di un’agenzia di modelle. Viene da Giffoni (Salerno) ma sembra un tedesco quando lavora. Sara’ per questo che tutti i suoi colleghi giapponesi lo rispettano all’inverosimile?

Quindi io. Abbiamo girato in una casa/studio a Omotesando, mentre scattavo abbigliamento maschile. Poi esterno a Nakano, in un negozio di macchine fotografiche usate. Segnalo scena strappa lacrime di me con sguardo lesso, mentre contemplo la vetrinetta contenente esemplare della mia prima reflex…quindi in studio a Shimokitazawa mentre proviamo con la band (e relative infamate da parte dei membri al momento delle interviste, ne sono certo) e alla fine tutti a bere in un bar/osteria in stile Okinawa, con pianoforte scordato e pile di vinili ovunque.

Il prossimo sara’ un uomo bellissimo (sembra Sean Connery), che lavora anche come modello, mentre il quinto al momento e’ in lavorazione (in bocca al lupo).

La cosa piu’ bella e’ che ci conosciamo tutti, credo anche grazie alla mostra Venti Italiani, che ho fatto quasi due anni fa, e nella quale tutti i soggetti erano in qualche modo coinvolti. Fu in quell’occasione che conobbi Maria per la prima volta e le chiesi di essere ritratta. Accetto’ senza pensarci un secondo, facendosi fotografare in mezza alla folla del sabato pomeriggio, vestita con l’uniforme da studentessa. Impossibile quindi dirle di no.

Dai, non lo nego: mi sono divertito, anche se mi vergogno un po’. E occhio perche’ potrei prenderci gusto.

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Francesco

Francesco lavora in una famosa azienda italiana di abbigliamento, probabilmente il marchio piu’ conosciuto. Ricopre un ruolo di tipo manageriale ed e’ ovviamente sempre molto elegante.

Mi presento una mattina nel suo ufficio a Ginza, il quartiere del lusso “classico” di Tokyo, all’interno di una palazzina di proprieta’ dell’azienda dove lavora. Lui si presenta, e mi porta a pranzare in un piccolo ristorante non troppo distante. All’inizio e’ molto formale ma quando mi parla della sua passione per lo sport e in particolare il tennis, vedo che si ammorbidisce. Dopo pranzo gli chiedo se posso fare un giro nella struttura quindi mi porta all’ultimo piano, dove c’e’ un ristorante con una terrazza sul tetto e un piccolo prato. Appena ho visto questo micro appezzamento, ho avuto subito l’idea per lo scatto, glielo propongo e mi sembra molto interessato. Ottimo segno.

La settimana successiva scattiamo una mattina, con il ristorante vuoto e una giornata di sole magnifica. La cosa migliore e’ stato l’effetto dato dal cambio d’abito che ha rivelato un Francesco decisamente diverso, molto simile a quello della foto. Il risultato sembra che abbia riscosso successo e personalmente mi soddisfa molto.

Ho apprezzato il fatto che abbia voluto svelare a tutti questo suo lato, un po’ godereccio, divertente e con una punta di ironia, cosa non comune, oltretutto dando fiducia a un perfetto sconosciuto.

Respect.

PS: questo file mi ha fatto letteralmente impazzire (magenta ovunque, strani aloni, esposizione), devo ricordarmi di portare la macchina a controllare.


Venti Italiani

ita

Dalla scorsa estate ho lavorato a un progetto personale chiamato Venti Italiani: un modo per raccontare l’effetto “contaminazione” della cultura italiana qui in Giappone, attraverso una serie di ritratti di italiani e giapponesi. Persone che, per i motivi piu’ disparati, hanno a che fare con l’Italia, con la sua lingua, la cultura etc.

Questo progetto nasce principalmente come reazione a un momento difficile, una sorta di cura che mi ha fatto riprendere a scattare con costanza e entusiasmo, ma sopra tutto mi ha dato un nuovo slancio e mi ha fatto conoscere persone davvero in gamba.

Alla fine il tutto e’ sfociato in una mostra inaugurata un paio di giorni fa e che girera’ per Tokyo fino alla fine di novembre, con questa grafica alla “Storia di un Italiano” di Alberto Sordi.

Per adesso grazie di cuore a tutti i soggetti, per la pazienza, la disponibilita’ e per il loro sostegno incondizionato.