Giorgio Bocca

Questo 2011 sembra essere implacabile fino all’ultimo.

Ho avuto la fortuna di incontrarlo una sola volta, nella sua casa sua di Milano. Ci sono andato una mattino d’autunno con Michele Lupi, allora co direttore di Rolling Stone: un ritratto per completare un’ intervista fatta da Piero Negri. Ricordo il silenzio assoluto della sua casa, lo studio con una luce molto bella, la sua stanchezza (dopo cinque minuti di orologio mi ha guardato e mi ha detto un perentorio “Abbiamo finito, giovanotto?”) e la grande emozione.

Grazie dell’occasione Michele e Piero, quei cinque minuti me li tengo come uno dei ricordi piu’ belli di Milano.


Tre anni, una pietra, una possibilita’

Un proverbio giapponese recita “Ishi no ue ni mo sannen” (traducibile in “tre anni sopra una pietra”) spiega l’importanza di perseverare e fissare degli obiettivi.

Beh guarda caso, dopo tre anni di vita a Tokyo, ho iniziato a lavorare per un’azienda italiana che da qualche anno e’ sbarcata in Giappone: si chiama YOOX e vende abbigliamento on line. Ho a disposizione uno studio dove passo le giornate a fotografare oggetti e abiti (indossati e non), seguendo delle indicazioni molto precise.

E’ la prima volta che lavoro all’interno di un’azienda e anche se non sono assunto, cerco di capire quelle che sono le dinamiche che la regolano, con la tipica faccia di chi scopre l’acqua calda.

Sicuramente la parte forse più interessante e’ il contesto nel quale e’ ospitato lo studio: e’ un enorme centro di smistamento del più importante corriere giapponese, Kuroneko Yamato, in una zona industriale a ridosso del mare, tra Kawasaki e Yokohama. Gli italiani hanno preso in affitto degli spazi all’interno di questa struttura, principalmente magazzini oltre allo studio dove lavoro.

Il contesto dicevo: essendo un’azienda vecchio stampo e con un’immagine molto riconoscibile, i dipendenti indossano tutti una divisa da lavoro, beige e verde con inserti gialli (non proprio il massimo dell’accostamento cromatico). Lungo i corridoi, ci sono dei poster molto divertenti, che spiegano come indossare l’uniforme e le cose da evitare: maniche e/o pantaloni arrotolati, cappellino storto, camicia fuori dai pantaloni etc. Hanno usato due del personale come modelli e la cosa che mi piace di più’ e’ la versione “sbagliata” femminile, con una parrucca rosso fuoco: come dire non esagerate con la tintura dei capelli. Quando i dipendenti ti incrociano per i corridoi, ti salutano in maniera molto vigorosa (solo a parole, son sempre giapponesi) e prima di iniziare a lavorare, fanno delle riunioni dove stabiliscono gli obiettivi giornalieri e i compiti assegnati, oltre a un po’ di ginnastica.

Comunque, il lavoro e’ molto impegnativo, un po’ perché sono all’inizio, un po perché al momento sono l’unico fotografo e mi devo occupare di tutto. Agosto e’ passato senza vacanze e i prossimi mesi saranno di fuoco: ecco il motivo per cui non aggiorno il blog da tempo. Ma sinceramente, sono molto contento, anche perché senza questa possibilità, sarei dovuto rientrare in Italia a fine anno.

E’ il momento di alzarsi dalla pietra e darsi da fare.


Stand by

Settimana tranquilla: qui si festeggia il golden week, un’infilata di giorni festivi durante i quali molti ne approfittano per viaggiare. Io nel frattempo mi rilasso e incrocio le dita.


Japanese Test

Recentemente ho notato che ci sono un sacco di persone che scrivono sul Giappone: molti vivono qui, altri magari in Italia o in altri paesi. Personalmente, nella maggior parte dei casi, per me e’ irrilevante da dove uno scrive, anche perche’, alcune delle corrispondenze dei quotidiani italiani delle scorse settimane, sono la prova che essere sul posto non sempre e’ garanzia di bonta’.

Anche gli italiani che vivono qui hanno diverse percezioni di questo paese, penso legate al motivo per il quale si sono trasferiti qui. Ad esempio, mi sembra che ci sia una bella differenza tra chi e’ venuto qui perche’ mandato da una azienda, e chi invece si e’ mosso per motivi affettivi (le due cose tra l’altro, non si escludono). Due modi di vivere il Giappone abbastanza diversi ma entrambi funzionali.

La differenza secondo me e’ un po’ piu’ sottile: ci sono stranieri che usano questo paese (solitamente in termini di guadagno o business, ma anche di vita sociale) e stranieri che provano ad andare oltre, cercando lo scambio e mettendoci del loro. Una differenza che ho riscontrato in maniera trasversale, a prescindere dal lavoro o dal tipo di vita, legata a un tipo di cultura.

Questa differenza si e’ manifestata in tutto e per tutto, proprio nelle scorse settimane, quando migliaia di stranieri hanno lasciato la citta’ appena la natura ha deciso di mettere a prova questo paese. Sia ben chiaro che non ci trovo nulla di sbagliato nel mettersi al riparo: io stesso avevo paura e la valigia pronta, nel caso in cui l’ambasciata avesse dichiarato ufficialmente uno stato di emergenza e ordinato l’evacuazione. Alla fine sono rimasto, per una serie di motivi personali, consapevole del fatto che la mia famiglia e gli amici erano veramente in ansia per me. Vi chiedo scusa.

A quelli che invece rientrano, per ricominciare a fare quello che facevano prima, auguro sinceramente di ritrovare le cose al loro posto, anche se temo che dopo questo esame, le cose saranno un po’ diverse. In bocca al lupo.


Ballaro’ Feat. LNZ aka Milano Vs. Tokyo


The Original One Royale Rockers


Location

Ottima questa. Oltretutto e’ abbastanza raro trovare spazi cosi’ ampi a Tokyo.