Ospedali

Scrivo di un paio di esperienze capitate a me e amici.

Nel 2005 sono venuto a Tokyo per tre mesi durante l’estate. Dopo qualche settimana mi ritrovo con un’otite molto forte (per chi non l’avesse mai avuta, e’ come avere una lametta infilata nell’orecchio). Vado in ospedale, mi registro e aspetto il mio turno. Dopo un po’ mi riceve una dottoressa con mascherina sul volto, cosa che mi infastidisce un pochino visto che gia’ la comunicazione non e’ semplice. Mi visita, fa una medicazione, prepara una ricetta per un antibiotico e un antidolorifico e mi dice di tornare dopo 4 giorni. Nota: in Giappone le medicine “vere” si vendono solo con prescrizione e in apposite farmacie o ospedali. Nei drugstore di efficace, si trovano solo le pastiglie per il mal di testa, il resto sono prodotti decisamente blandi.

Vado nella farmacia dell’ospedale, ritiro le medicine e vado in cassa a pagare: 20.000 Yen pari a circa 180 euro. Ovvio, allora non avevo l’assicurazione sanitaria. Scopro anche che il sabato e la domenica si paga di piu’: come se ammalarsi nel week end fosse una colpa…

Torno a casa e con speranza prendo le medicine. Non accade nulla. Per tre giorni il dolore non cessa mentre l’incazzatura sale.

Al quarto giorno, torno in ospedale e trovo un collega uomo (anche lui con la mascherina) con il quale mi lamento del fatto che le medicine non hanno fatto il loro dovere. Il medico mi visita, guarda la prescrizione e dice “Certo che il dolore non ti e’ passato: il dosaggio e’ troppo basso per una persona della tua altezza e peso”. In quel momento ho ripensato alla sua collega e mi sono domandato che cosa avesse studiato durante gli anni di medicina in universita’.

Una decina di giorni fa un’amica scivola sulle scale mobili bagnate. Visto che il dolore alla gamba e’ troppo forte, va in ospedale a farsi controllare. Il medico la visita e decide di fare una lastra per essere sicuro che non ci siano rotture. Dopo aver fatto DIECI radiografie, il suo commento e’ “Mah…mi sembra che vada tutto bene…certo che le sue ossa hanno una forma insolita, eh eh. Ecco prenda questo antidolorifico e si prenda un paio di giorni di riposo”. Ovviamente non le ha fatto quasi niente e quando le ho detto di mettere del ghiaccio sulla botta, mi ha guardato con aria stupefatta. Senonche’ il messaggio di ringraziamento per il consiglio dato, pieno di cuoricini e stelline, arrivato un paio di giorni dopo, suggellava l’ennesima vittoria di LNZ.

Et voila’ il piccolo ortopedico.

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6 commenti on “Ospedali”

  1. gab ha detto:

    dott. grufoletti, per l’appunto.

  2. Lorenzo Barassi ha detto:

    Dica, ha bisogno?

  3. Don Camilla ha detto:

    ma ti comperiamo il “Piccolo Chirurgo”!!! te lo ricordi???

  4. Lorenzo Barassi ha detto:

    Naso rosso che si illumina!

  5. Portinaio ha detto:

    le sue ossa hanno una forma insolita…ci puoi postare la lastra?

  6. Lorenzo Barassi ha detto:

    Avrei voluto vederla anch’io…che poi ha delle gambe niente male, considerati gli standard nazionali.


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