Setsuden

E’ arrivata la prima botta di caldo, ma sopratutto come ogni anno, sale il tasso di umidita’, la cosa veramente fastidiosa dell’estate giapponese.

Quest’anno la parola d’ordine e’ “Setsuden”, che si puo’ tradurre come “spegnete l’aria condizionata, non sprecate energia elettrica, alzate la temperatura del frigorifero, non accendete troppe lampade etc”. Insomma risparmiamo corrente elettrica perche’ siamo a corto, visto che ci sono un tot di centrali fuori uso.

In tv e’ tutto un fiorire di consigli su come usare al meglio i ventilatori e l’aria condizionata in maniera ragionata. Il tutto accompagnato da immagini di uffici pubblici infernali, dove la temperatura all’interno supera i trenta gradi, per la mancanza di condizionamento.

Effettivamente tutti fanno la loro parte, anche se sinceramente non ho ancora capito quanto veramente ci sia bisogno di tutto questo. Voglio dire, e’ vero che fino a qualche mese fa in Giappone l’elettricita’ era usata per qualsiasi cosa (anche scaldare l’asse del water…), pero’ questa iniziativa ha tutta l’aria di essere un fase temporanea e non un cambiamento di abitudini permanente. Purtroppo, aggiungo io.

Ad esempio se iniziassero a usare il verde in modo piu’ diffuso e ragionato, sarebbe gia’ un buon inizio. Ci sono delle regole che impongono limiti sia di cubatura che di superficie quando si costruisce un edificio ex novo. Regole che impediscono di utilizzare il cento per cento del terreno obbligano a lasciarne una porzione libera. Ecco, magari se si usasse questo spazio per piante o alberi, magari il termine “Eco” che e’ tanto di moda e viene usato a sproposito in mille contesti, comincerebbe ad avere un senso in quest’isola di cemento.

C’e’ poi una cosa che mi fa impazzire: la maggior parte degli appartamenti piccoli (che sono sicuramente la tipologia di casa piu’ diffusa nella zona di Tokyo), non prevede finestre contrapposte, in modo da sfruttare le correnti d’aria quando aperte. Di solito da un lato c’e’ la porta d’entrata, un corridoio stretto, dove si trova il bagno e l’angolo cucina e in fondo la stanza da letto, con una finestra. Per fare circolare l’aria devo quindi tenere aperte la porta di casa e la finestra, con tutto quello che ne consegue. Per non parlare della stragrande maggioranza dei bagni, completamente ciechi e dotati di una sola ventola per il ricambio d’aria e l’uscita del vapore.

Il piccolo architetto ha parlato.

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8 commenti on “Setsuden”

  1. maxito ha detto:

    Ben detto.

  2. Watanabe ha detto:

    Sicuramente la mania dei giapponesi di “elettrificare” ogni cosa e di rendere tecnologico anche il più spartano degli oggetti deve essere rivista.
    Io penso che il vero futuro economico sarà la contrazione dei consumi energetici, e chissà magari i giapponesi torneranno ad essere modello per tutti.

  3. alice ha detto:

    sono perfettamente d’accordo con te. poi credo anche che il vero setsuden debbano farlo le grandi fabbriche e le grandi aziende, perché sia efficace. d’altra parte è vero che nelle famigile va fatto soprattutto come educazione al risparmio energetico. è da ripensare tutto un modo di vivere e di consumare, nonché di costruire, come ben dici. nelle case più grandi un po’ di corrente c’è in effetti, ma a tokyo sono davvero poche. e se lascia aperta la porta di casa ti entrano eserciti di insetti di notevoli dimensioni (altro problema dell’estate giapponese). poi hai notato come in tv si parli sempre di come affrontare il caldo senza usare l’aria condizionata attraverso tutta una serie ci consigli per gli acquisti alternativi? pre la serie the show must go on… io per ora, nella torrida saitama, non ho ancora acceso neanche il ventilatore.

  4. Lorenzo Barassi ha detto:

    @watanabe: e’ anche un po’ la mia speranza. questo paese ha sempre fatto leva sulla tecnologia e sulla ricerca, quindi mi auguro che saranno proprio i giapponesi a trovare un modo efficace di sfruttare al meglio le energie alternative.

    @alice: esatto, educare sarebbe la soluzione migliore. non avevo notato che la soluzione alternativa prevede un acquisto 😀
    non fare la stoica, almeno il ventilatore…

  5. Portinaio ha detto:

    Tenere la porta aperta di casa è usanza del sud Italia…potremmo “esportare” la moda!
    Ma qualcuno pubblicizza “spegni la tazza del cesso”?

  6. sean ha detto:

    Quindi l’ordinanza vale per tutte le prefetture?
    Quando sono venuta in Giappone ho notato degli sprechi assurdi di aria condizionata in zone di transito come le stazioni dei treni (non solo nei negozi ma proprio negli spazi di passaggio che sono anche ambienti molto alti, quindi difficili da raffreddare) per non parlare degli uffici in cui quasi si congela. Nelle case private (quelle poche che ho visto) non ho notato sprechi, anche perchè ho visitato case di provincia (principalmente di legno e con parti tradizionali ma anche “alla occidentale”). In alcune case ho pure visto che tenevano il soggiorno in corrente d’aria.

  7. Lorenzo Barassi ha detto:

    @sean: non e’ un ordinanza vera e propria: e’ una richiesta collettiva fatta per il bene di tutti, ma non c’e’ nessun obbligo a seguirla. diciamo che fa leva sul senso del dovere e, indirettamente, sul desiderio di aiutare le zone colpite. anch’io la tua stessa impressione sullo spreco, sin dalla prima volta che sono venuto qui. riguardo le case tradizionali, piu’ grandi di quello contemporanee, e’ verso che puoi tenere la corrente d’aria in azione, ma come notavi, si trovano in campagna o in periferia.

    @portinaio: un giappone con le porte di casa spalancate mi sembra il sogno proibito di ogni portinaio che “non” si rispetti…si in giro si trovano molte campagne che spingono a non sprecare corrente, anche auto prodotte (tipo cartelli fatti dai bambini appesi alle vetrine dei negozi).

  8. […] in uso da secoli. In ambienti estremi, come quello desertico e nei paesi caldi veniva sfruttata la ventilazione naturale, catturando l’aria che circolava più velocemente e fresca in alto, convogliandola attraverso […]


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