Referendum

Sembra che ci sia un certo interesse da parte dei media giapponesi nei confronti del referendum sul nucleare. Questa mattina NHK News ne ha parlato, dando i dati di affluenza di ieri sera: considerata l’assenza quasi totale dell’Italia dalle notizie che contano, mi pare gia’ un passo avanti.

Chissa’ che non serva anche questo a smuovere il panorama, visto che ad oggi, non ho ancora sentito una proposta per l’abbandono del nucleare sul medio lungo termine da parte del governo. Diciamo che non se ne parla proprio, nonostante le manifestazioni e un’opinione pubblica comunque preoccupata (anche se non troppo attiva).

In questi casi spesso scatta il meccanismo “non vi preoccupate, ci pensiamo noi” che piace tanto perche’ solleva dalle responsabilita’, ma e’ anche la stessa attitudine che ha avuto TEPCO nelle prime ore della crisi nucleare, quando hanno fatto sentire i cittadini e lo stesso governo, degli stupidi che ponevano domande fastidiose.

Insomma, anche qui le aziende non amano le ingerenze, sopra tutto se significa perdita. E il governo mi pare che non si distacchi molto da questa logica, anche se spero di essere smentito al piu’ presto.

Probabilmente al momento ci sono altre priorita’, ma un po’ di dibattito (“noo! il dibattito noo!) e confronto sul nucleare, credo farebbero bene a questo paese, non troppo avvezzo al confronto e al cambiamento.

Chiosa finale sul voto dei residenti all’estero: leggo in rete un sacco di commenti sulla validita’ o meno del voto, e sul fatto che potrebbero alzare il quorum etc. Ora, non ho capito se gli interessati si sono bellamente dimenticati dei residenti o altro, certo non sarebbe male se la piantassero di considerarci una palla al piede oppure l’ancora di salvezza (tipo elezioni del 2006), a seconda delle situazioni.

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4 commenti on “Referendum”

  1. Portinaio ha detto:

    Ore 15:16 dicono ci sia il 54%!! Allora siamo un paese con il Quorum!

  2. Tonari ha detto:

    Ma che dibattito vuoi che ci sia… i giapponesi potranno anche essere in minima parte preoccupati per il nucleare, ma come rinunciare alla tavoletta del cesso riscaldata che si alza da sola? O agli altri mille sprechi inutili che si concedono quotidianamente (tipo l’ofuro, non sia mai farsi solo la doccia)?

    Se il cambiamento non parte dal singolo hai voglia…

  3. Watanabe ha detto:

    Per un referendum di questo tipo i voti all’estero sono effettivamente un problema perché abbassano la soglia del quorum. Infatti dal 57% con i voti all’estero siamo passati al 54,8%. D’altronde ogni partito tira l’acqua al suo mulino.

    Detto ciò massimo rispetto per chi è all’estero e vota nonostante tutto, senza fregarsene.

  4. Lorenzo Barassi ha detto:

    @tonari: secondo me piu’ del fattore rinuncia, puo’ il fatto che se possono, demandano volentieri i problemi. dibattito significa affrontare un problema, cosa che preferiscono non fare a meno di non essere costretti.

    @watanabe: ma sai che ancora non ho capito se nel fissare il quorum sono stati dimenticati i voti all’estero?


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