Patente giapponese

Ebbene si, alla fine ho fatto la conversione della patente di guida italiana a quella giapponese.

Ecco la mia esperienza.

Per prima cosa ho dovuto fare la traduzione da italiano a giapponese. Si va alla JAF, il corrispondente dell’ACI in Italia, con la patente originale, si compila un modulo (c’e’ anche in italiano!), si pagano 3000 yen e si aspetta un’ora circa. Alla fine ti consegnano un foglio con la traduzione e ti dicono: “con la patente italiana, il passaporto italiano e questa traduzione lei puo’ gia’ guidare per un’anno, a partire da oggi.” Per la cronaca, sono stato all’ufficio di Tokyo (2-2-17 Shiba Minato-ku Tokyo), verso le 11.00 di mattina, ed ero solo. Fino a qui una passeggiata.

A questo punto la faccenda diventa piu’ seria e quindi vado all’ufficio della motorizzazione, che in Giappone e’ della polizia, per fare il cambio vero e proprio. E qui il posto non si puo’ scegliere: si deve andare nell’ufficio della Prefettura di residenza, quindi nel mio caso Kanagawa. E, come in Italia, e’ un luogo abbastanza sperduto e triste. Neon in quantita’, mura bianco sporco/giallo/beige/grigio a seconda dell’orario, linoleum, cartelli scritti a mano, sale enormi, sedie in plastica etc.

Arrivo alle 8.10 del mattino con Roberto, anche lui sulla via della conversione e i documenti necessari. Per prima cosa ci si deve registrare su una lista e bisogna farlo tra le 8.30 e le 9.00, altrimenti si perde il giro e si passa al pomeriggio. Sono il primo, yeah. Roberto ha anche un’altro compito: mi aiuta nella traduzione, visto che non parlano inglese. In realta’ mi rendo conto che capisco tutte le domande che mi fanno e quello che mi dicono, ma avere al fianco una persona che puo’ comunque darti una mano, rende il processo piu’ facile e veloce. Il poliziotto e’ gia’ il nostro idolo: cinquantenne, gentile, con capelli brizzolati ma imponente ciuffo bianco sopra la fronte. Una specie di Mirko dei Beehive in versione bianco e nero. Inaspettatamente, le sue domande riguardano principalmente il mio passaporto (quanti ne hai avuti?), dove ho viaggiato in passato e per quanto tempo (Europa? America?). E’ un po’ sorpreso che ho solo la patente A, quella per la moto, mi consegna un paio di moduli da compilare (indirizzo, numero di telefono etc.) e mi manda a pagare i bolli. Riconsegno i documenti compilati e bollati e, dopo una ventina di minuti, mi chiama nel suo ufficio dove prima fa’ un test della vista di un paio di minuti, e poi mi restituisce il passaporto e la patente italiana. Una volta finito, mi accompagna al piano superiore, dove mi scattano le foto. Scendo e dopo circa trenta minuti, mi consegnano la patente giapponese. Guardo l’orologio e sono le 11.00.

Tutto qui? Beh si. Nessun test e tanto meno, nessuna prova pratica per chi ha la patente fatta nella Comunita’ Europea, ma anche Nuova Zelanda, Canada, Taiwan e Corea del Sud. Cinesi e Americani, ad esempio, devono fare entrambi e sinceramente ne faccio volentieri a meno, vista la facilita’ con cui bocciano (“ha messo la freccia troppo presto, mi dispiace”).

Di contro, sono considerato un principiante con tutto cio’ che ne consegue: niente passeggero per un anno e, presumo, assicurazione stellare.

Bene adesso devo solo guadagnare abbastanza da poter permettermi un mezzo degno.


12 commenti on “Patente giapponese”

  1. Marco Scardigli scrive:

    Essendo tu iscritto all’AIRE (suppongo visto che e’ obbligatorio), avresti potuto evitare di spendere i soldi alla JAF andando al Consolato dove ti avrebbero rilasciato un attestato con cui poi andare alla motorizzazione.
    Ricordati che la conversione della patente e’ obbligatoria per tutti gli iscritti all’AIRE e che, una volta fatta, la tua patente italiana non ha piu’ valore e deve essere restituita al Consolato.
    Per guidare in Italia potrai usare o la traduzione della JAF oppure la Patente Internazionale Giapponese.

  2. maxito scrive:

    GRANDE! Ora cerca di non comprare ciofeche….😉

  3. Valentina scrive:

    Ciao Lorenzo,
    ho trovato per caso il tuo blog sulla rivista di Repubblica, ‘il venerdi’, e ho iniziato a leggere ciò che hai scritto sul Giappone e ad ammirare le tue foto. Non sono esperta di fotografia, anzi, ma riconosco che le tue sono foto davvero belle e suggestive..complimenti! Lavoro da anni con i giapponesi, conosco la loro cultura perchè l’ho studiata e sono stata in Giappone tante volte, dove per altro ho anche vissuto per un certo periodo…io apprezzo molto il loro mondo, per il mio carattere mi sento più giapponese che non italiana…riconosco che ciò che hai scritto su di loro è verità…anche se a me questo paese piace…tu, come ci sei finito in Giappone? V.

  4. alice scrive:

    e quella italiana? che fine ha fatto? restituita?

  5. Portinaio scrive:

    Mirko dei Beehive bianco e nero! Un immagine bellissima! Ora so chi chiamare per farmi venire a prendere all’aeroporto!

  6. Watanabe scrive:

    Grandissimo, ma sopratutto un iter burocratico iperveloce, degno del sol levante.
    E ora aspettiamo la foto della moto nuova fiammante.

    A meno che tu ora spinto dall’entusiasmo prenda anche la B.

  7. pacomino scrive:

    sento già odore di miscela bruciata (male)… che prezzi hanno le Vespe da quelle parti?

  8. Lorenzo Barassi scrive:

    @marco: non sapevo, grazie della specifica. comunque per la cronaca quando ho chiamato in ambasciata per chiedere se facevano la traduzione, mi hanno mandato loro alla JAF.
    @maxito: non sono in grado, lo sai. pero’ sabato sono passato da un ducati corse e ho pianto davanti al nuovo multistrada 1200 (usato…). e’ gia’ un inizio, no?
    @valentina: grazie per i complimenti. nonostante tutto, a me il giappone piace e ci sono venuto a vivere un po’ per scommessa, un po’ per affinita’.
    @portinaio: e secondo te a chi pensavo quando l’ho scritto?😀 se l’avessi visto saresti caduto in contemplazione mistica.
    @watanabe: spero di postare presto. per adesso ho messo a posto la parte burocratica, per l’acquisto devo sistemare un paio di cose (leggi soldi).
    @pacomino: hai gia’ capito. circa 2000 euro per un primavera 125 restaurato al 90%…

  9. @airome13 scrive:

    io che sono residente in Italia da più di 5 anni, ho perso il diritto di convertire la mia patente giap a quella ita!
    e menomale che hai risparmiato il costo elevatissimo di prendere la patente in Giap!

  10. Ken Matsudaira scrive:

    Bravo Lurenz!
    Pensavo di fare la stessa cosa la prossima volta che andiamo in giappone, almeno posso dare il cambio alla mia dama, mi sapresti dire se il rpocedimento è valido solo per i residenti o anche per quelli con visto turistico?
    Se sei intenzionato a prendere la patente delle motabaiku, prova a contattare luca di giappopazzie, ho letto che lui ha fatto uno sbattimento che ha funzionato senza smenarci troppi soldi..anzi yen :o)

    @portinaio…ma sei infiltrato ovunque si parli dei beehive..ehehehe adesso ti spruzzo addosso il verderame :oD.

  11. Lorenzo Barassi scrive:

    @ken veramente ho preso SOLO quello della moto. per i turisti basta fare una traduzione della patente italiana (da portare sempre insieme al passaporto) e si puo’ guidare per un anno.

    @airome non sapevo si potesse perdere il diritto di conversione. quindi dovevi fare tutto entro cinque anni?!

  12. pacomino scrive:

    azz, costano meno che da noi!
    ne prendo due, me le porti su strada laprossima volta che vieni?


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