Social Football

Oggi alla stazione del treno di Mizonoguchi, a due passi da casa mia, alcuni giocatori della squadra locale del Kawasaki Frontale (si lo so che non suona granche’…), insieme ai tifosi e ad alcuni lottatori di sumo della zona, hanno fatto una raccolta fondi da destinare alle zone colpite dal terremoto. Per due ore sono stati al freddo a urlare “Una donazione, per favore!”, a parlare con i tifosi e i passanti, facendosi fotografare e ringraziandoli uno ad uno.

La squadra di Kawasaki gioca nella J. League, in prima divisione (corrisponde alla serie a), e ha da sempre un forte legame con la comunita’ locale, come spesso accade nello sport professionistico in Giappone. Puo’ capitare di vedere giocatori che puliscono lo stadio, incontrano i bambini nelle scuole, o appunto, fanno delle raccolte fondi. Tutto questo nonostante il calcio qui sia un fenomeno in forte ascesa e con una popolarita’ sempre maggiore. Tutte le squadre di prima e seconda divisione, anche perche’ il campionato al momento e’ sospeso, hanno promosso questo tipo di raccolta.

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4 commenti on “Social Football”

  1. sergio brunozzi ha detto:

    Sono un tifoso della AS Roma e ricordo molto bene un grande giocatore giapponese: Nakata….era proprio bravo! ma non soltanto per questo, ma oggi, sono orgoglioso ancora di più per la saggezza, la determinazione, la volonrà, la serenità e l’abnegazione con cui il popolo giapponese sta affrontando una tale e assurda calamità che ha sconvolto i popoli di tutto il mondo. Bravi! bravi! bravi!…..mille volte.

  2. Watanabe ha detto:

    Belle foto, complimenti.

  3. Portinaio ha detto:

    Puliscono lo stadio? Fantastici…i nostri giocatori dovrebbero imparare da loro!

  4. oldman ha detto:

    Ciao Lorenzo
    qui a roma invece la primavera comincia a sentirsi e il clima è ideale per una passeggiata all’aperto. Son tornato ieri da barcellona 4 giorni di vacanza che mi hanno fatto vedere una città bellissima, organizzatissima e per continuare con gli issima anche avanzatissima, perlomeno rispetto a roma. La cosa che mi ha più colpito, che poi si ricollega al tuo discorso del senso civico dei giapponesi è stato proprio vedere che le cose del bene comune (strade, mezzi pubblici, giardini, facciate dei palazzi) sono rispettate come se fossero di proprietà. Non ho visto una scritta sui muri, né una cacca di cane sui marciapiedi tantomeno un autobus scarabbocchiato o sporco. Alcuni italiani che ormai vivono da anni a barcellona mi hanno detto che li è fortissimo il senso civico e l’orgoglio di appartenere ad una realtà civilizzata tra le migliori d’europa, cosa che immagino anzi ne sono sicuro sia similare per il giappone nell’oriente. E’ inutile dirti la depressione nel tornare a casa cercando di evitare le solite cinquemila buche sul percorso stradale pensando che se solo noi italiani avessimo un decimo del senso civico che si possiede in giappone o in spagna staremmo tutti, ma proprio tutti meglio…
    Vabbè scusa lo sfogo, che poi in fondo voleva essere uno stimolo a farti tenere duro perchè tu sei nel posto giusto, anche se il momento oggi non è dei migliori

    un abbraccio
    old

    p.s. “kawasaki frontale” non se pò sentì!!!


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