I giapponesi

In questo momento hanno un sacco di lavoro da fare: superare la paura, sistemare una centrale nucleare, affrontare seriamente il problema dell’energia, ricostruire un pezzo di paese, aiutare chi ha bisogno, tenere in vita l’economia, programmare gli investimenti delle aziende, iniziare le scuole, il campionato di baseball e magari divertirsi un po’.

Di certo, non c’e’ tempo per il panico.

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9 commenti on “I giapponesi”

  1. lalocandadicilindro ha detto:

    Eppure pare che il panico ci sia, e tanto, contrariamente a ciò che mostrano i media.

  2. patrizia ha detto:

    Ciao Lorenzo, sai io non ho mai visto i giapponesi come pervertiti che lavorano, ridicoli, anzi da dopo la guerra mondiale li ho sempre visti come un popolo capace di risorgere sempre dalle proprie ceneri e senza l’aiuto di nessuno ma da soli e a volte vorrei che anche la gente Italiana fosse così, ma credo resterà solo un sogno, un saluto con affetto.

  3. Laura ha detto:

    Non capisco questo tam tam dei blogger italiani in Giappone per dire che tutto va bene e che i media italiani diffondono il panico
    Io seguo sky tg 24 e Rai news, vedo le interviste ai giapponesi, ai tecnici internazionali, e la situazione sembra invece molto più grave di quel che si dice
    Insomma, non riesco a capire perchè alle presunte esagerazioni dei media italiani, si vogliano aggiungere esagerazioni al contrario
    Gli americani sono preoccupatissimi, voi ci spiegate che si va in discoteca, a scuola, a lavorare e che le radiazioni sono inferiori a quelle di Roma
    Perchè?

  4. F. ha detto:

    Forse perche` e` cosi`??
    Non per fare polemica, ma quello che vivi sulla tua pelle di solito conta piu` di quello che senti alla tv… io personalmente vivo a tokyo, sono tuttora qui, e ti dico che mi spavento quando guardo i giornali italiani… vorrei che la smettessero di fare preoccupare le persone a me care, aggiungendo stress ad una situazione che (e guarda che questo lo capiscono e lo dicono anche qui, nessuno lo nega)e` comunque Anormale e con una dose di rischio.

  5. marco ha detto:

    Io non vivo in Giappone, ma ad Atene e posso dire solo che tre anni fa (tempi di incendi) stavo andando tranquillamente al lavoro e mio padre chiama allarmatissimo perche’ il giornale (e il tg) titolava “Atene in fiamme, i cittadini inm fuga”.

  6. Laura ha detto:

    Non era per polemica, ma per capire come mai tanta discrepanza.
    Ciao 🙂

  7. Rebecca ha detto:

    Adoro il tuo blog e mi sono permessa di leggerlo ogni giorno in questa lunga settimana.
    Io vivo vicino al Sud Africa e anche il popolo africano e’ preoccupato per i giapponesi. Lungo le strade delle citta’ sono esposti cartelloni rossi con scritte bianche “Let’s pray for Japan” e i media della BBC o di SKY NEWS di sicuro non tranquillizzano.
    Come Laura, mi domando dove sia la verita’, ma, escludendo l’ipotesi che l’Imperatore del Giappone stia spudoratamente mentendovi, suppongo che i media vogliono allontanare l’attenzione dalle problematiche in Libia e dalla minaccia di “Holy war” contro l’Europa e la Russia da parte di Gheddafi.
    Continua a scrivere Lorenzo,
    un abbraccio al Giappone dal Sud Africa

  8. kijio ha detto:

    La disinformazione in Italia e’ davvero notevole, non solo sui fatti internazionali (che vengono o “dimenticati” o “esagerati” se fanno “odiens”) ma anche sui fatti locali.
    Non conosco la realtà giapponese, ma fa piacere che un compatriota ci invii le sue impressioni. Detto fra noi, sei tu che fai giornalismo (quello vero, quello di CRONACA), non quelli pagati da NOI che ci rifilano i copia-incolla di traduzioni “automatiche” razzolando (male) sui vari siti internet.
    Un grazie sincero per tenerci informati e farci conoscere una realtà differente dalla nostra.
    Sono davvero felice di leggere, da “fonti veraci”, le notizie sugli accadimenti dell’altra parte del mondo.
    Un abbraccio dalla sempre più sconsolata Italia!

  9. Portinaio ha detto:

    e cantare al karaoke!!!


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