Kawasaki, 16 Marzo 2011

C’e’ il sole tiepido, esco e vado allo spaccio della azienda panificatrice qui vicino. C’e’ coda (capirai che novita’ in Giappone) ma e’ ovvio, hanno appena sfornato.

Prendo quattro panini e dei biscotti. Incrocio un signore su una Harley decisamente fuori misura, una donna in kimono elegantissima, un asilo con i bimbi in cortile che fanno ginnastica e un casino incredibile, un sacco di anziani col cagnetto (questa presenza sembra essere una costante a tutte le latitudini del globo).

Torno a casa, regalo i biscotti al portinaio che come ogni giorno pulisce le scale, salgo a piedi (meglio non usare l’ascensore, per non consumare energia elettrica), poso il pane e riesco di nuovo. Vado a camminare lungo il fiume dietro casa, dove la gente fa ginnastica, porta i cani correre e i ragazzini giocano a baseball.

Guardo dalla parte opposta della riva: c’e’ Tokyo piena di gente che, come ogni giorno, vive la sua vita normale.

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2 commenti on “Kawasaki, 16 Marzo 2011”

  1. Sergio Brunozzi ha detto:

    L’allarmismo della stampa e della politica italiani è esagerato e la gente è spaventata.Per aiutarla a comprendere non c’é che sottolineare la malafede di una parte politica che non vuole affrontare in modo sereno e bipartsan il tema del nucleare che reputo irrinunciabile. Ciò che fa male sono gli atteggiamenti da voltagabbana di una parte politica, oggi è l’opposizione, che pur di nuocere al governo, crea artatamente allarmismo dimenticando che nel 2004 illustri personaggi del centro sinistra chiesero al parlamento di riaprire due centrali nucleari, quella di Caorso e quella di Trino Vercellese, che si rifiutò di approvare la proposta. Oggi, gli stessi personaggi sono contrari al nucleare soltanto per tentare di discretitare il programma nucleare dell’attuale governo.
    Sergio

  2. totoifadda ha detto:

    Credo sia tempo che alcuni magistrati diano una seria occhiata al business dell’ eolico, dei pannelli solari e quanto altro sia alternativo al nucleare. Ho l’ impressione che i moltissimi no alla ripresa in Italia del nucleare sia legato non a principi, che possono essere anche condivisibili, di salvaguardia della salute ma a ben altri scopi non ultimo i grandi affari. E parlo di miliardi di euro che vanno sempre nelle solite tasche. Analizziamo questi aspetti e vedrete che qualcosa di strano di profilerà davanti ai nostri occhi.


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