Il caos calmo di Tokyo In fila per fuggire sul treno

Dal sito del Corriere della Sera

TOKYO – Il tassista ferma la sua Toyota verde in mezzo alla strada, come forse non ha mai fatto in tutta la sua vita. Lo sportello si apre automaticamente ed ecco là fuori le valigie per terra, la gente con le mascherine, le mamme di corsa con i bambini in braccio. Stazione dello Shinkansen, fuga da Tokyo. Al binario 16 sta per partire il treno superveloce che si allontana dalla zona a rischio e scende a Sud. Destinazione Hiroshima, che oggi suona decisamente meglio di Fukushima.

Per strada ci sono poche macchine, molti hanno preferito rimanere chiusi in casa. Chi esce lo fa solo per scappare perché adesso è qui che sta arrivando la nube radioattiva uscita della centrale 240 chilometri più a Nord. Va via questa coppia di ragazzi con due bambini piazzati sullo stesso carrozzino, il gatto che si lecca le zampe in una gabbia, e il cane infilato in un vecchio borsone Spalding. Va via questo signore anziano che ha in mano solo una busta di plastica e si inchina ogni volta che qualcuno lo lascia passare. Va via questo ragazzetto con la cresta rossa da punk, che piange in silenzio e stringe la mano del suo papà in giacca e cravatta.

Non sono i profughi dello tsunami ma anche loro stanno fuggendo. Stavolta ad essere anomala non è l’onda ma l’aria che stiamo respirando, quella che ci entra nel naso, nella gola, quella che si posa sulla pelle. Dopo giornate di sole anche il cielo è diventato grigio. Proprio come nei film minaccia di piovere e non sarebbe per niente una bella cosa: l’acqua porterebbe a terra la radioattività che adesso sta girando sopra le nostre teste. Stamattina il livello registrato a Tokyo era 33 volte superiore alla norma. Ed il reattore numero 2 era scoppiato da troppo poco tempo per aver allungato la sua ombra fin qui. La situazione potrebbe peggiorare ancora, specie se il vento continua a soffiare verso Sud come dicono le previsioni. Certo, la radioattività non arriverà ad un livello mille volte superiore a quello naturale, come adesso dentro l’impianto che sta ancora bruciando. Ma molti abitanti di Tokyo hanno pensato che è meglio mettere qualche centinaia di chilometri in più tra la propria pelle e quei reattori che stanno mandando in aria chissà cosa. In tanti hanno deciso di scendere fino ad Osaka, 500 chilometri più a Sud, e anche i 2000 italiani che si trovano in Giappone sono stati invitati dall’ambasciata a lasciare il Paese o almeno Tokyo, cercando rifugio più a Sud.
Grande fuga, dunque, ma alla giapponese. Davanti alla biglietteria le persone si mettono in fila con ordine, nessuno che cerca di fregare gli altri. Sulle scale mobili tengono tutti la sinistra, camminano veloci ma senza correre come hanno imparato nelle prove nazionali di evacuazione che si tengono ogni primo settembre. Una specie di caos calmo. Sanno di essere un popolo che, come un lottatore di sumo, controlla le emozioni anche quando sono fortissime. Sanno di poter contare su un Paese che funziona pure in emergenza, che fa andare i treni anche se è costretto a razionare l’energia elettrica (la compagnia Tohokuden ha annunciato blackout programmati di sei ore al giorno), che fa partire gli aerei anche quando chissà cosa c’è in cielo, che riesce ad evitare il blocco del traffico pure se il caos scoppia in una città di 13 milioni di abitanti. Panico sì, ma senza darlo a vedere. Inevitabile pensare a quello che potrebbe succedere in un altro Paese, l’Italia per esempio.

Come sempre, però, c’è anche un altro punto di vista. Molti giapponesi sono convinti che il governo non abbia detto tutta la verità. E questo proprio per tenere in mano la situazione, per evitare il panico che in un’isola può diventare incontrollabile per davvero. Già nei giorni scorsi i quotidiani locali avevano sollevato molti dubbi sulle informazioni ufficiali e tranquillizzanti arrivate dal premier e dalla Tepco, la società che gestisce le centrali. Avranno cambiato linea adesso, oppure stanno continuando a fare la tara sul livello delle radiazioni, sul tipo di esplosioni, sulla velocità dei venti, sui possibili effetti della contaminazione? Sono queste le domande che si fa la gente qui in attesa al binario 16.

Il treno affianco è «out of service», davanti c’è una folla che chiede informazioni e adesso non riesce più a restare in fila. Eccolo qui, invece, lo Shinkansen 247 che arriva spaccato al minuto, bianco con la striscia blu come il vecchio trenino Lima. Qualcuno prova a salire subito ma fermi tutti, non si sgarra: prima devono entrare le addette alla pulizia, grembiule e cappellino rosa. In fondo non è una cattiva idea visto che il treno era in servizio a Nord e forse ha attraversato la nube. Pulizie terminate, le donne escono con due inchini, prima fra di loro e poi ai passeggeri: finalmente si può salire. Di nuovo a passo spedito ma senza correre. Nei vagoni non c’è nemmeno un posto vuoto su 1.500, anche se di questi treni ne passa uno ogni 20 minuti. Molti leggono sul computer e sui cellulari le notizie che arrivano da Fukushima, nessuno parla, resta solo il pianto dei bambini. In questo vagone ce ne sono almeno una quindicina, tutti piccolissimi. Per fortuna il treno fila via a 450 all’ora. Grande cosa l’alta velocità.

Mi chiamo Lorenzo Barassi e vivo a Kawasaki, nella periferia di Tokyo, e come molti italiani, leggo la vostra testata sul sito web corriere.it.

Sulla home page di oggi avete pubblicato un articolo dal titolo “il caos calmo di Tokyo in fila per fuggire sul treno”.

Credo di non aver mai letto un articolo cosi’ sconcertante e pieno di sciocchezze.

– Tokyo non e’ una citta’ in fuga.

– La gente esce normalmente di casa, va a lavorare, fa la spesa: conducono una vita normale, anche se ovviamente sotto un fortissimo stress emotivo.

– I livelli di radioattivita’ sono superiori alla norma, ma abbondantemente al disotto delle soglie considerate pericolose, e oggi tra l’altro soffia un vento fortissimo che sta facendo scendere le concentrazioni.

– Molti italiani hanno lasciato la citta’, altrettanti rimangono: sono tutte scelte personali e non dettate dall’Ambasciata, la quale per inciso, e’ molto presente e segue con attenzione gli eventi.

– Le file in Giappone sono endemiche, come le mascherine sul viso (e’ la stagione del polline) e gli inchini.

– Quando si salgono le scale mobili, e’ cortesia tenere la sinistra (a Osaka invece la destra), per far passare le persone che hanno fretta. Sempre.

– I giapponesi non credono al loro governo per definizione: non ne fanno un grosso problema e vivono la loro vita.

– Il premier Kan, alcuni uomini del suo esecutivo e molti giornalisti, nei giorni scorsi si sono pubblicamente imbestialiti con la TEPCO, per le scarse e vaghe informazioni. La cosa che pero’ adesso conta e’ risolvere il problema.

– Gli Shinkansen vengono puliti ogni volta che finiscono un viaggio e, francamente,  mi pare molto strano che il treno fosse in servizio a nord, visto che quella linea e’ interrotta da venerdi scorso.

– 450 km orari di velocita’ sulla linea ordinaria dello shinkansen, credo che sia il sogno degli ingegneri progettisti.

Mi sembra piu’ un racconto di fantascienza o l’imbastitura della sceneggiatura di un telefilm.

Non mi sembra un messaggio molto corretto da dare alle nostre famiglie in Italia: sono gia’ preoccupati, non credo sia il caso di aggiungere angoscia.

Siete il Corriere della Sera, non un blog qualunque e avete delle responsabilita’: mi auguro ne farete buon uso.

Un saluto dal Giappone,

Lorenzo Barassi


31 commenti on “Il caos calmo di Tokyo In fila per fuggire sul treno”

  1. disma scrive:

    e non hai visto la prima pagina di Repubblica
    http://www.disma.biz/?p=7779

  2. Lorenzo Barassi scrive:

    E’ un testa a testa, ma a questo giro io dico che alla fine, sul lungo, la spuntera’ il Corriere

  3. Marco scrive:

    Ma io vorrei andare a Tokyo proprio ora per scattare qualche foto, giusto 3 o 4 giorni. Però ho visto che i voli dall’italia costano comunque più di 2mila euro!!! Chi di voi ha contatti a Tokyo potrebbe dirmi se i negozi di fotografia nel quartiere (non mi ricordo il nome, dove ci sono tutti i negozi di fotografia) sono aperti?

    Secondo me è giusto essere preoccupati, ma da qui a creare allarmismi come fa il corriere.it (testata falsa fino al midollo come chi la controlla), è una cosa sbagliatissima.

  4. Alessandro scrive:

    NESSUNA DIFFERENZA FRA FICTION E REALTA’, FRA LO SCRIVE DI CRONACA E LO SCRIVERE UN ROMANZO… no, mi correggo, c’è una grande differenza fra scrivere cronaca e romanzi: il pathos, l’afflato, il lirismo e di conseguenza la capacità di attirare il lettore, il farsi leggere ad ogni costo. Ale.

  5. sincenull scrive:

    Io dico Repubblica, che vanta il suo mitico inviato Mastrogiacomo, il primo a dare in esclusiva la notizia del piano di evacuazione da Tokyo!

  6. donasonica scrive:

    sconcertante, grazie per aver condiviso una notizia vera.

  7. Louie scrive:

    Io ormai passo di qui mille volte al giorno per leggere notizie vere. Dei giornali non mi fido più.

  8. Amal scrive:

    Ciao Lorenzo. Leggo il tuo blog da giorni ed è la prima volta che commento.
    Stamattina quando ho letto quell’articolo del Corriere.it, essendo costantemente aggiornata da altre e svariate fonti che arrivano direttamente dal Giappone sono rimasta perplessa.
    Non solo perché contribuiva a rendere ancora più schizofrenica la percezione della situazione da qui, ma soprattutto perché sembrava anche a me la sceneggiatura di un film di serie B.

    Certo è vero che se uno ha avuto qualche contatto più o meno indiretto con il Giappone già da solo può farsi un’idea di come sia la normalità in quel paese.

    Il tuo blog, già da tempo, aiuta molto sotto questo punto di vista.

    L’unica cosa vera di quell’articolo fuorviante e decisamente fantasioso è che se fosse successo in Italia di certo avremmo assistito a scene completamente diverse.

    A Roma non hanno il concetto, e parlo proprio della normalità, di fila, o di “stare a sinistra della scala mobile” per lasciare il corridoio libero. Tanto che se scendi dalla linea A della metropolitana a Termini e hai il treno dopo dieci minuti, l’hai perso.

    Grazie del tuo contributo, dei tuoi costanti aggiornamenti, e della possibilità importante che ci dai: quella di verificare le notizie da chi vive sulla sua pelle la situazione.

    Un abbraccio dall’Italia.

    Amal.

  9. Alice scrive:

    grazie per i tuoi aggiornamenti. sei il mio blog di riferimento per sapere quello che accade in questi giorni in giappone

  10. Daniela scrive:

    ieri sera in tv (non ricordo il canale) ho visto un servizio imbarazzante dove facevano vedere una Tokyo deserta, parlando di come la gente stesse scappando di corsa. Dettaglio: era notte a Tokyo.

  11. Alice scrive:

    Mi sono permessa di riportare questo tuo articolo su GiapponeGiappone. Credo che le persone debbano rendersi conto di certe cose.
    Sperando che la cosa da te sia gradita, ti ringrazio di aver risposto al Corriere e condiviso con tutti questo fatto.

  12. Diego! scrive:

    Mi sono permesso anche io di rimbalzarti sul mio blogghe!

  13. […] conosco Lorenzo Barassi ma mi sembra giusto segnalare questo suo post (già ripreso da Diego Cajelli) in risposta a un articolo pubblicato da Corriere della Sera […]

  14. Anna scrive:

    ciao Lorenzo,
    come te vivo anche io a 250 km da Fukushima.e a 30 km da Tokyo. Sono pienamente d`accordo su quello ke dici perche`come te ogni giorno mi collego per verificare le notizie sui siti italiani.e rimango sconcertata per le cose che scrivono(ho mia madre ke mi chiama e piange tutti i giorni)!!Pero vorrei precisare ke questa mattina ho contattato l`ambasciata italiana che mi ha consigliato vivamente di spostarmi a Sud o eventualmente di prendere un aereo per l`Italia per un breve periodo di tempo.Forse nel mio caso visto ke ho un figlio di 4 anni e sono incinta ma cmq anche loro mi sembravano un po` in panico.Credo ke sia normale anke se razionalmente nn c`e` nessun problema a Tokyo.Mio marito lavora a Tokyo, nn e`una citta`in fuga ma e`cmq deserta. Nei supermercati nn ho mai visto scompartimenti cosi vuoti..riso, pane, acqua e cupramen!!!File per entrare nei supermercati.Magari nn e`una citta`in caos ma sicuramente in panico.
    arigato

  15. maxito scrive:

    Cioè, vorresti farmi credere che i quotidiani itaGliani non dicono la verità? Maddaaaai……..

  16. Benedetto Marchese scrive:

    Come sempre preziosissimo

  17. corobavona scrive:

    Sono svizzero e ho letto con piacere l’articolo di Lorenzo Barassi in contrapposizione a quanto scritto sul Corriere della sera.
    E’ importante avere testimonianze vere da una paese così provato dalla sfortuna.
    Grazie Lorenzo.

  18. […] sua esperienza. Ne volevo scrivere qualcosa a mia volta, ma ci ha pensato ottimamente lui stesso in questo post che vi invito a leggere per intero. Ogni altro commento e’ […]

  19. […] sua esperienza. Ne volevo scrivere qualcosa a mia volta, ma ci ha pensato ottimamente lui stesso in questo post che vi invito a leggere per intero. Ogni altro commento e’ […]

  20. calabrescia scrive:

    Che quella del Corriere sia una strategia per fuorviare l’opinione pubblica italiana, spaventarla dipingendo scenari di fughe apocalittiche e influenzare di conseguenza il referendum sull’energia nucleare che si terrà? Poi dicono che sono i filoberlusconiani che manipolano la verità. VERGOGNA! NON SI PUO’ CERCARE DI INFLUENZARE L’OPINIONE PUBBLICA CON NOTIZIE FALSE!

    http://calabrescia.wordpress.com/

  21. Watanabe scrive:

    Vabbè calabrescia le tue pubblicità politiche e personali (vedi link del tuo blog) me le sarei risparmiate volentieri.

    Io sono fortemente contro il nucleare, ma questo buttare tutto sul destra (proNucleare) e sinistra (NoNuclare) è profondamente triste. L’ambiente e il futuro secondo me non hanno sponda politica, ognuno dovrebbe valutare al di fuori di questo giochetto.
    Il corriere come altre testate, prende semplicemente quello che arriva da inviati che cavalcano la notizia. Fa più notizia l’apocalisse che il “stanno tutti bene”.
    Poi che a Fukushima stia prendendo una brutta piega mi sembra evidente.

    scusate.
    PS: grande Lorenzo.

  22. maxito scrive:

    Ecco, Lorenzo, io un bel “delete” al commento di calabrescia lo farei…..

  23. jessica poce scrive:

    Ciao Lorenzo,
    ti confermo che ci deve essere un gran bravo sceneggiatore in mezzo ai giornalisti del corriere. Ho scritto loro in merito al ridicolo articolo sul presunto pizzaiolo unico italiano rimasto a tokyo (che poi se ne stava andando…). Corretto dopo la segnalazione in ‘uno dei pochi’.
    Non riuscendo a trovare vero materiale per scrivere una notizia sensazionalistica, ne stanno cercando ovunque. Pietoso, non c’e’ altro da dire. E tutto questo creando inutile allarmismo, neanche in questo momento riescono a dare la voce a chi a Tokyo ancora c’e’, la conosce e ci vive

  24. aldo scrive:

    Fuori controllo la centrale, io non starei , 30 secondi a Tokio manco mi dicessero che .. divento milionario, fuori controllo vuol dire k.o. totale senza speranza di miglioramento, e il fatto che .. la cosa .. sia relativamente lenta, dovrebbe far pensare alla fuga immediata.

  25. aldo scrive:

    forse a Tokyo non creano allarmismi, ma la situazione è quella.

  26. DeeMo scrive:

    Molto bene! =))

  27. Patrizia scrive:

    Ciao Lorenzo è la prima volta che ti leggo,e non mi sorprendo per niente di ciò che scrivono i giornalai Italiani(come li definisce il mio amico Amos)vedi forse tu ormai abitando in un grande paese con un grande popolo come il Giappone non sei più abituato ma da noi nella piccola Italia è la norma da noi oggi si festeggia il 150°, bè io non festeggio sono sintonizzata su SKY tg 24 e guardo il giappone in diretta e mi chiedo, ma se tutto ciò fosse successo qui cosa staremmo facendo ora noi popolo Italiano?Saremmo così ordinati,solidali,attenti nei confronti dei nostri concittadini? Bè non credo proprio,appena passata l’emergenza il Giappone tempo un anno avrà ricostruito tutto,noi stiamo ancora tentando di sistemare l’irpinia! bè…. che dire: FORZA GIAPPONE E GRAZIE LORENZO!!!

  28. […] è una città fantasma se poi mi basta aprire Twitter o leggere giornali inglesi o americani o blog per rendermi conto che esageri le […]

  29. […] è una città fantasma se poi mi basta aprire Twitter o leggere giornali inglesi o americani o blog per rendermi conto che esageri le […]

  30. aldo scrive:

    non allarmare non è che sia proprio onestissimo e stimabile,
    http://www.newsonjapan.com/

  31. Fearandil scrive:

    Che dire, molto signore, già avevo cancellato il bookmar al sito del corriere, adesso so di aver ragione. Continua così, grazie.


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