Dura lex, sed lex

Ecco un classico esempio di giustizia in Giappone: la Corte Distrettuale di Sendai ha inflitto una multa di 250.000 Yen (circa 1.600 Euro) ad un uomo accusato di aver permesso (nel 2005) al suo amico di guidare la macchina completamente ubriaco. L’amico in questione ha perso il controllo dell’automobile e ha travolto un gruppo di studenti, uccidendone tre, attualmente sconta vent’anni di prigione. Entrambi, due anni fa sono stati condannati a risarcire le famiglie con una cifra di circa 700.000 Euro. Nessuno dei due ha fatto appello per nessuna condanna.

Un altro evento mi ha colpito qualche anno fa: nel 2004 tre giapponesi furono rapiti in Iraq, mostrati terrorizzati in un video minaccioso e infine rilasciati. Al loro rientro in patria trovarono un’opinione pubblica decisamente ostile, irritata dalla loro leggerezza e dalla tensione che si era creata per questa vicenda. Dovettero scusarsi pubblicamente per aver messo in pericolo le loro vite, quelle dei soldati giapponesi presenti sul territorio e per aver creato una grana per il paese. Anche i loro familiari hanno pensato bene di chiedere ammenda per il comportamento sconsiderato dei figli. Infine, trovarono il conto delle visite mediche sostenute dopo la liberazione e dei viaggi aerei per rientrare in patria, da saldare

Ecco, non riesco ancora a capire se devo aver paura o meno.

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4 commenti on “Dura lex, sed lex”

  1. Heike ha detto:

    Ciao Lorenzo, che strano, pensare che ti scrivo un commento e son passati anni (ma quanti?) da quando pogavo sulla musica dei CR…vavè, niente, solo ti volevo dire due cose: primo, che eravate grandi, allora (ora non lo so, ma è colpa mia, che non ascolto praticamente più nulla) e siete stati colonna sonora di epopee grandiose.
    Secondo, che le tue foto (le sto guardando adesso) sono notevoli. Davvero.
    Terzo (avevo detto due?) che le coincidenze sono tante, nel mondo, e sul mio blog (spazio promozionale) ho iniziato da poco una rubrica simile al contenuto di questo tuo blog, con un mio caro amico che, da italiano residente a Tokio, sfoga tutte le sue frstrazioni di straniero in una nazione di pazzi (lo dice lui).
    Magari ti fa ridere.
    Niente, tutto qua.
    Un saluto.

  2. 111z ha detto:

    Si.
    Ma anche qui in Italia la storia è la stessa, se ti rapiscono all’estero quando torni trovi i conti da pagare. Però non devi chiedere scusa a nessuno.

  3. Lorenzo ha detto:

    Grazie della visita heike: ci sto provando ma giuro che non ho capito chi sei…se pogavi con i casino significa una ventina di anni fa: aiutami dai, ISA Monza?

    111z, non lo sapevo: qualche esperienza diretta?

  4. Heike ha detto:

    No, vent’anni no, ma siamo lì, in effetti. C’era questo locale a Prato, che c’è ancora, ma chi ci va più, tra quelli della mia età, che era l’unico posto dove potevi ascoltare musica buona, ed era il Cencio’s, che per un paio d’anni Lindo Ferretti organizzò anche un festival di musica indie (allora si diceva alternativa), e io e i miei coetanei quindicenni ci andavamo e spesso, ma spesso spesso, c’era la musica dei CR, e – mi sbaglio? – ricordo anche di avervi sentiti dal vivo, un paio di volte. Ma la memoria è fallace, potrei sbagliarmi.
    E comunque non preoccuparti, non ti puoi ricordare di me, perchè non ci siamo mai conosciuti!
    Mi son spiegato male io nell’altro commento, evidentemente.
    Un saluto e buon Jappone!


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