Riso
Pubblicato: 2 agosto 2011 Filed under: Fotografia, Terremoto | Tags: Giappone, Radiazioni, Riso 2 Commenti »Il governo giapponese ha deciso di controllare se il livello di radioattivita’ del riso prodotto in 19 prefetture, e’ sotto la soglia di sicurezza. In pratica decideranno se i due terzi della produzione nazionale puo’ essere messa in commercio oppure deve essere distrutta (con conseguente rischio di bancarotta).
Chissa’ come mai, ma ho la sensazione di conoscere gia’ la risposta delle analisi.
Greetings from Rikuzentakata, July 2011
Pubblicato: 25 luglio 2011 Filed under: Fotografia, Terremoto | Tags: Giappone, Rikuzentakata, Terrmoto, Tsunami 7 Commenti »Rikuzentakata, luglio 2011
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Aggiornamento
Pubblicato: 19 luglio 2011 Filed under: Day Life, Terremoto | Tags: Giappone, Rikuzentakata, Terremoto, Tsunami 2 Commenti »Settimana piuttosto intensa da che ho iniziato a lavorare per una azienda italiana che si occupa di moda. Una sorta di ritorno alle origini, visto che si tratta di scattare un sacco di still life in studio. Di punto in bianco mi sono ritrovato uno spazio ben attrezzato, da gestire in autonomia. C’e’ un sacco di lavoro da fare, ma va bene: spero che diventi la mia base lavorativa fissa e comunque le prospettive sembrano interessanti, ancge se per ora la mancanza di ritmo lavorativo si fa sentire in stanchezza.
Nel frattempo sono stato prontamente smentito, con mia grande gioia, dalle dichiarazioni del primo ministro Kan riguardo alla politica energetica del futuro in Giappone: finalmente si parla di abbandonare il nucleare. Vedremo, anche perche’ questo e’ un paese dove i cambiamenti hanno tempi dilatati come in pochi altri posti. Rimango pero’ ottimista, sperando che ancora una volta uno dei pilastri del Giappone, la tecnologia, aiuti il paese a trovare una nuova via.
Riguardo il mio viaggio a Rukuzentakata: all’inizio mi ha colpito la freddezza delle persone che vivono li, in realta’ credo che in questo momento della loro vita, non possono permettersi troppi sentimenti. Sarebbe fatale abbandonarsi ai ricordi o arrendersi davanti a quello che vedono ogni giorno. E’ una forma di protezione necessaria. Inoltre e’ ancora troppo presto per avere una “prospettiva”, un’idea di quello che sara’ il futuro. A partire dal dove ricostruire: in basso, vicino al mare come prima o salire? C’e’ poi un altro aspetto: le persone che vivono negli alloggi provvisori (che sono un buon numero), possono rimanerci per due anni ma devono pagare gas, luce, acqua e cibo. Cosa abbastanza complicata quando non hai piu’ un lavoro e uno tsunami si e’ portaro via i libretti della tua banca, i documenti e magari quel pacco di contanti che tenevi nel marerasso. Capisco bene quelle persone che vevivano a chiedere cinque porzioni di cibo. Quando ti ritrovi in questa situazione, e’ ben comprensibile che ti girino le palle e magari provi anche un po’ di vergogna, specie in in posto che ha sempre avuto il mito dell’auto sufficienza. E comunque, non e’ facile aiutare nel modo giusto, specie quando sei straniero.
Rikuzentakata 陸前高田
Pubblicato: 11 luglio 2011 Filed under: Terremoto | Tags: Italians for Tohoku, Rikuzentakata, Terremoto, Volontariato 3 Commenti »Fine settimana insieme al gruppo di volontari “Italians for Tohoku” a Rikuzentakata, una delle citta’ piu’ colpite dallo tsunami dell’undici marzo.
Brevemente quello che ho visto: un gruppo di persone, italiani e giapponesi, che usa il suo tempo libero viaggiando, lavorando e sfinendosi. Un centro di accoglienza che si svuota progressivamente visto che le case prefabbricate iniziano ad essere tanti. Umanita’ di tutti i tipi, con una ovvia maggioranza di anziani. Una citta’ che con il passare del tempo, ritrova la sua forma, le strade, l’anagrafe. Cumuli di detriti, divisi per genere, come in una gigantesca raccolta differenziata. Sabbia, fango, pozze d’acqua stagnanti. Un’infinita’ di mosche.
Com’e’ ovvio, contrasto violento di sentimenti, quindi voglio aspettare qualche giorno, schiarirmi le idee e poi scrivere. Anche perche’ come spesso mi accade, mi rendo conto di non saperne proprio niente.
Intanto, questo e’ quello che rimane dello stadio di baseball.
Fukushima e il Vajont
Pubblicato: 28 giugno 2011 Filed under: Terremoto | Tags: Fukushima, Giappone, Vajont 2 Commenti »Non so perche’ ma quando penso a quello che e’ accaduto a Fukushima, mi viene in mente il disastro del Vajont.
Un’opera di ingegneria che si arrende alla forza della natura. Un evento non previsto o magari semplicemente ignorato, perche’ ritenuto talmente improbabile da sembrare impossibile.
E quando accade, come dice Marco Paolini nella sua orazione civile sul disastro del Vajont, rimane la resa mistica. E allora penso al governatore di Tokyo, Shintaro Ishihara, quando dice che lo tsunami e’ stata una punizione divina. A proposito, mi piacerebbe sapere cosa ne pensano gli abitanti del Tohoku e della zona di Iwate, sul fatto di essere stati puniti.
Sarebbe bello se in futuro, uno scrittore o un autore di teatro giapponese scrivesse una sua orazione civile su quello che e’ accaduto. Credo che nel suo piccolo, sarebbe d’aiuto a chi in questi mesi vive sulla sua pelle questa esperienza. Probabilmente pero’, questo genere di operazione, non e’ nelle corde dei giapponesi, quindi non ho grandi speranze. Ovviamente credo che se fosse fatto da uno straniero, non avrebbe lo stesso impatto e importanza.
Desideri a parte, credo sia facile immaginare cosa significa tutto questo per un paese dove la tecnologia e l’ingegneria sono due pilastri portanti. Siamo davanti al fallimento di un modello? Non lo so. Certo qualcosa credo che andrebbe rivisto. Qualche settimana fa in Italia, discutevo con miei riguardo le centrali nucleari. Ad un certo punto mio padre ha fatto un’osservazione che ho trovato molto interessante: “Va bene, ammesso che ci sia un bisogno effettivo delle centrali, con tutto cio’ che ne consegue, perche’ non cambiare l’idea stessa di centrale? Sono strutture sempre progettate da ingegneri. Ma perche’ non se ne occupa anche l’architettura? In fondo il loro lavoro e’ quello di rendere piu’ funzionali gli edifici e le zone intorno. Hanno sicuramente una visione diversa, piu’ aperta. Non si tratta certo di fare un posto piu’ bello esteticamente ma di renderlo piu’ sicuro.” Ecco, magari avere un po’ piu’ di flessibilita’ e aprire gli orizzonti, potrebbe essere un inizio.
Aggiornamenti sparsi
Pubblicato: 17 maggio 2011 Filed under: Day Life, Terremoto | Tags: Giappone, Terremoto, Tokyo 5 Commenti »Un po’ di aggiornamenti a poco piu’ di due mesi dal terremoto dell’undici marzo.
Il governo ha ammesso che c’e’ stata fusione presso la centrale di Fukushima, circa 16 ore dopo il sisma. Alleluia.
Tra oggi e domani TEPCO annuncerà il calendario dei lavori per mettere definitivamente in sicurezza l’impianto (previsti sei mesi), nel frattempo continua a pompare acqua per raffreddare i reattori. Acqua (radioattiva) che pero’ dovra’ essere rimossa, visto che solo con il ricambio la temperatura può effettivamente scendere.
Sono entrati diversi robottini nella centrale a fare delle riprese video, cosa che ha facilitato le operazioni. Vedendo le immagini sgranate provenienti dall’interno degli edifici, mi domando perché nel 2011 montano ancora delle telecamere con una risoluzione così bassa…
Qualche giorno fa il Naoto Kan, il primo Ministro, ha ordinato lo stop dell’impianto nucleare di Hamaoka (a sud di Tokyo) per far eseguire dei lavori di messa in sicurezza della centrale. In quella zona infatti e’ previsto un forte sisma nei prossimi trent’anni. L’azienda proprietaria dell’impianto ha già detto che riattiverà una serie di vecchie centrali a carbone per riempire il vuoto di corrente.
Un sacco di gente e’ andata volontaria nelle zone colpite, tra cui anche molti italiani. Mi piace molto il fatto che ognuno interpreta il concetto di aiuto a modo suo: ci sono quelli che portano vestiti, cibi a lunga conservazione, biciclette etc. e ogni settimana percorrono 1200 km in un giorno solo per consegnare tutto.
Poi ci sono quelli che fanno quello che sanno fare, ad esempio cucinare: tanti allestiscono cucine mobili e sfornano pasta e pizze per tutti, con grande gioia delle persone. Un conoscente mi ha detto: “Ho sentito un mio famigliare che abita in una zona devastata: non ha più la casa ma in compenso mangia da dio ed ingrassato…non si lamenta mica”. Poi c’e’ Fabio, un amico parrucchiere che ogni tanto sale a tagliare i capelli nei centri di raccolta: ovviamente, e’ amatissimo dalle donne, alle quali non sembra vero di poter sistemare la testolina.
Qui a Tokyo e dintorni le cose sono ormai tornate alla normalità: scosse sempre meno frequenti e intense, i cibi si trovano tranquillamente e la vita ha ripreso il suo ritmo di sempre. Rimangono come segni tangibili le tante luci spente, le scale mobili che funzionano a singhiozzo e la mancanza di alcune merci, ad esempio i condizionatori, a causa delle fabbriche che producono alcuni componenti, danneggiate o distrutte dal terremoto/tsunami.
Intanto l’estate e il caldo umido si avvicinano e sarà un duro banco di prova per la rete elettrica, quando la richiesta di energia aumenterà. Sono già stati annunciati dei black out a rotazione che pero’ non dovrebbero interessare i 23 municipi di Tokyo, specialmente quelli centrali dove ci sono gli uffici, le istituzioni etc. Questa volta pero’ qualche mugugno dalle prefetture intorno, si alza. Staremo a vedere.
Allora
Pubblicato: 22 aprile 2011 Filed under: Day Life, Terremoto | Tags: ファイト新聞, Giappone, Terremoto 9 Commenti »Potrei scrivere del pet rescue, volontari che vanno a recuperare cani e gatti abbandonati nella zona attorno alla centrale di Fukushima. O magari del fatto che nelle zone colpite dallo tsunami, sara’ praticamente impossibile coltivare riso per i prossimi cinque anni, a causa del sale marino che ha impregnato i terreni. O dei bambini ospiti di un rifugio, che ogni giorno appendono sulla bacheca un giornale auto prodotto con un gran uso di pennarelli colorati, chiamato a Fight Shimbun (ファイト新聞) nel tentativo di raccontare le loro giornate, creare un diario e recuperare una quotidianita’.
Oppure potrei riprendere a fare quello che facevo prima dell’undici marzo: scrivere di quella che e’ la mia vita qui, a prescindere da terremoto. Ecco, mi sa che prendo questa strada.
Earthquake Early Warning 2
Pubblicato: 21 aprile 2011 Filed under: Terremoto | Tags: Earthquake Early Warning, Giappone, Terremoto 2 Commenti »Prova su strada piu’ impegnativa: 10 minuti fa un terremoto a Chiba (circa 50 km da qui), magnitudo 6.0, 70 km di profondita’ (quindi non proprio in superficie). Il cellulare ha dato l’allarme e la scossa e’ arrivata 7/8 secondi dopo…
La nuda cronaca
Pubblicato: 21 aprile 2011 Filed under: Day Life, Terremoto | Tags: Giappone, Terremoto, Tsunami 5 Commenti »Per chi ne ha la forza (e finche’ non lo rimuovono).
Grazie a Marco Scardigli per la segnalazione.
Due note a margine:
- E’ interessante notare come anche il National Geographic, da sempre molto attento alla qualita’ delle produzioni, questa volta ha attinto a piene mani da Youtube. Mi pare un bel riconoscimento.
- La famosa scena al 33esimo minuto (la marea nera che inghiotte tutto) fin dal primo momento che l’ho vista, mi ha fatto pensare: “Sembra un film di Hayao Miyazaki”, talmente e’ assurdo.
Earthquake Early Warning
Pubblicato: 18 aprile 2011 Filed under: Day Life, Terremoto | Tags: Earthquake Early Warning, Giappone, Terremoto 8 Commenti »Come scritto gia’ diverse volte, spesso mi succede di ricevere un avviso sul telefono cellulare, poco prima che arrivi una scossa di terremoto: e’ un sistema che e’ stato introdotto in Giappone nel 2007 chiamato Earthquake Early Warning (Kinkyu Jishin Sokuho).
Funziona grosso modo cosi’: quando si verifica una scossa, si propagano due tipi di onde, P ed S. Le P sono piu’ veloci e meno intense, mentre quelle di tipo S sono piu’ lente ma piu’ forti. In un istante la rete di sismografi, registra il sisma e il punto dove e’ avvenuto e utilizzando le prime onde P, manda un avviso. Il classico esempio e’ la trasmissione televisiva interrotta da un cartello con una mappa che segnala la zona del terremoto e l’avviso dell’arrivo del sisma (dopo 8 secondi):
Guardando il video si vede che le persone all’interno del Parlamento avvertono la scossa al quarantanovesimo secondo. Osservate la donna, vestita di nero, con i capelli corti, al centro dell’inquadratura, appena sopra la mappa: alza la testa e si gira, nel momento in cui inizia a sentire il movimento. Anche le persone sedute sulla destra (c’e’ una donna con un vestito rosso) alzano lo sguardo, probabilmente a cercare il movimento dei lampadari. In questo caso, tra il sisma e l’arrivo del movimento, passano all’incirca 30/40 secondi. Bisogna dire che le immagini si riferiscono a una seduta in Parlamento a Tokyo, distante quasi 340 km dall’epicentro. Di fatto e’ l’unico vero limite di questo sistema: non riesce ad avvisare le zone immediatamente limitrofe al terremoto. Ma al momento, credo sia impossibile fare di meglio.
Quindi, oltre alla tv e radio, il messaggio viene spedito anche sui cellulari e la mia esperienza personale, mi dice che arriva con un paio di secondi di scarto. Quando l’epicentro e’ stato piu’ vicino a Tokyo (ad es. Ibaraki, poco oltre i 100 km, sempre a nord), il tempo tra messaggio e scossa e’ stato di una decina di secondi circa. Non sembra ma in questo poco tempo, se si e’ lucidi, si possono fare delle cose molto importanti: per esempio in casa, spegnere il fuoco e chiudere il gas. Oppure fermare un chirurgo in una sala operatoria, interrompere una catena di montaggio, rallentare la guida, bloccare gli ascensori vuoti, frenare un treno etc.
EDIT: come non detto hanno tolto il video per violazione di copyright…
Bastano quattro minuti e mezzo
Pubblicato: 15 aprile 2011 Filed under: Terremoto | Tags: Giappone, Terremoto, Tsunami 2 Commenti »Gettin’ higher
Pubblicato: 13 aprile 2011 Filed under: Terremoto | Tags: Giappone, Terremoto, Tokyo 6 Commenti »Ieri ho aggiunto una nuova combo alla mia esperienza: terremoto al quarantaseiesimo piano. A parte il fatto che non si riesce a restare dritti quando si e’ in piedi (si oscilla come una canna al vento), in realta’ la vibrazione e’ praticamente assente. Sembra di essere su una nave in mezzo a una mareggiata. Tra l’altro mi sono ben preparato, visto che il telefono cellulare mi ha dato l’allarme una decina di secondi prima: sono scattato in piedi, proprio per testare l’effetto. Ormai e’ cosi’, si cercano le varianti migliori in caso di scossa davvero forte.



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