Tifone

Sono uscito dallo studio alle 16.00, sono entrato in casa alle 21.15: direi che per quest’anno ho dato abbastanza alla voce “Natura Ribelle”.

Piuttosto, domani 22 settembre 2011 i Casino Royale suonano a Milano insieme agli Specials: e’ qualcosa di epico per chi ama il genere e che mi fa fare un salto indietro di oltre vent’anni, all’alba della avventura Royale.

Soffro come un cane all’idea di non poter essere li con la macchina a documentare, pero’ idealmente ci saro’: in prima fila, con la Fred Perry e il barracuta, a spintonare gli skins sull’intro di Casino Royale.

Ve lo meritate, dopo tutti questi anni.

 

PS: che a voler vedere, certe cose non le abbiamo fatte mica per caso.


Tre anni, una pietra, una possibilita’

Un proverbio giapponese recita “Ishi no ue ni mo sannen” (traducibile in “tre anni sopra una pietra”) spiega l’importanza di perseverare e fissare degli obiettivi.

Beh guarda caso, dopo tre anni di vita a Tokyo, ho iniziato a lavorare per un’azienda italiana che da qualche anno e’ sbarcata in Giappone: si chiama YOOX e vende abbigliamento on line. Ho a disposizione uno studio dove passo le giornate a fotografare oggetti e abiti (indossati e non), seguendo delle indicazioni molto precise.

E’ la prima volta che lavoro all’interno di un’azienda e anche se non sono assunto, cerco di capire quelle che sono le dinamiche che la regolano, con la tipica faccia di chi scopre l’acqua calda.

Sicuramente la parte forse più interessante e’ il contesto nel quale e’ ospitato lo studio: e’ un enorme centro di smistamento del più importante corriere giapponese, Kuroneko Yamato, in una zona industriale a ridosso del mare, tra Kawasaki e Yokohama. Gli italiani hanno preso in affitto degli spazi all’interno di questa struttura, principalmente magazzini oltre allo studio dove lavoro.

Il contesto dicevo: essendo un’azienda vecchio stampo e con un’immagine molto riconoscibile, i dipendenti indossano tutti una divisa da lavoro, beige e verde con inserti gialli (non proprio il massimo dell’accostamento cromatico). Lungo i corridoi, ci sono dei poster molto divertenti, che spiegano come indossare l’uniforme e le cose da evitare: maniche e/o pantaloni arrotolati, cappellino storto, camicia fuori dai pantaloni etc. Hanno usato due del personale come modelli e la cosa che mi piace di più’ e’ la versione “sbagliata” femminile, con una parrucca rosso fuoco: come dire non esagerate con la tintura dei capelli. Quando i dipendenti ti incrociano per i corridoi, ti salutano in maniera molto vigorosa (solo a parole, son sempre giapponesi) e prima di iniziare a lavorare, fanno delle riunioni dove stabiliscono gli obiettivi giornalieri e i compiti assegnati, oltre a un po’ di ginnastica.

Comunque, il lavoro e’ molto impegnativo, un po’ perché sono all’inizio, un po perché al momento sono l’unico fotografo e mi devo occupare di tutto. Agosto e’ passato senza vacanze e i prossimi mesi saranno di fuoco: ecco il motivo per cui non aggiorno il blog da tempo. Ma sinceramente, sono molto contento, anche perché senza questa possibilità, sarei dovuto rientrare in Italia a fine anno.

E’ il momento di alzarsi dalla pietra e darsi da fare.


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